LA PRIMAVERA DEL NOLEGGIO


Euroconsult è da sempre molto attenta alla formazione interna: per produrre cultura crediamo si debbano costantemente assimilare informazioni, applicarle nelle operazioni quotidiane, testarne l’efficacia per poi condividerne i principi.

Nelle ultime settimane abbiamo avuto il piacere di partecipare ad alcuni eventi e propiziare incontri, i cui contenuti sintetizziamo qui.

Lease2019 – Il salone del leasing e del noleggio – si è rivelata un’occasione preziosa per capire quanto il noleggio operativo sia ancora agli albori, se paragonato ad altre soluzioni finanziarie: risulta tuttavia chiaro da uno studio condotto dall’Università Cattolica di Milano in collaborazione con Assilea, che le attitudini dei consumatori e delle aziende in merito alla scelta delle formule creditizie attraverso le quali accedere ai più disparati beni, stia nettamente virando verso soluzioni che massimizzino il valore strumentale dei beni stessi, rinunciando all’idea del possesso. In tal senso, il noleggio operativo sta trovando sempre più spazio: l’orientamento psicologico dei decision-makers delle aziende è figlio della cultura personale di oggi, che impatta a trecentosessanta gradi sulla sfera professionale. C’è una costante voglia di rinnovo, un crescente distacco nei confronti della rappresentazione del possesso come punto di forza: gli assets sono per definizione soggetti a deprezzamento e per molte PMI, oggi, risultano essere elementi capaci di rallentare la crescita, comprometterne il carattere dinamico che i mercati richiedono.

Un’azienda vincente, oggi, dovrebbe avere la capacità di possedere poco o niente in termini di beni e tuttavia potersi dotare di tutti quelli che risultano indispensabili per mantenere alto il valore competitivo: il noleggio non può che essere la soluzione migliore, soprattutto se collocato in un piano strategico, progettuale e sinergico.

Euroconsult si colloca esattamente nel flusso di forza del noleggio che vuole arrivare alle aziende come soluzione oggettiva, integrata però in una dimensione fortemente soggettiva ovvero studiata, disegnata e creata ad-hoc per i propri fornitori e clienti.

Risulta particolarmente interessante (grazie all’ottimo intervento di Pietro Lanza – GM Intesa, Blockchain Director di IBM Italia) come la tecnologia Blockchain sia indispensabile anche nel noleggio di beni strumentali: grazie alla piattaforma condivisa e modulabile, ciascuno degli attori coinvolti (società di noleggio, fornitori, clienti, vettori di trasporto dei beni, installatori e gli stessi beni fisici…) potrà avere un accesso costante, e costantemente aggiornato, a ciascuna delle azioni intraprese nei confronti dell’attività di noleggio. In altre parole, possiamo immaginare un ciclo perfetto del noleggio dove le parti coinvolte possano tracciare dall’inizio alla fine il percorso di un bene (il suo stato, la movimentazione subìta, le manutenzioni godute, gli interventi ordinari ed extra-ordinari) nello stesso modo in cui si potrà tracciare la storia di una pratica di noleggio, conoscendone i criteri di valutazione, gli interventi dei consulenti che l’hanno propiziata e deliberata oppure declinata; vi sarà chiarezza immutabile e richiamabile al bisogno, di ogni azione associata a un’operazione e a infinite operazioni: sinergia, condivisione, visione lungimirante e tecnologia oggi permettono tutto ciò in settori che hanno intuito da tempo la rivoluzione della condivisione dei dati e l’importanza della certezza degli stessi.

Grazie a un confronto informale con la Dott.ssa Olivero – Docente e Ricercatrice nel Dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano Bicocca e Direttrice di Knowhy – unitamente alla partecipazione all’evento “B2B: la comunicazione è davvero necessaria?” promosso da Qcom, abbiamo consolidato alcune idee, ne abbiamo condivise di nostre e, soprattutto, stiamo continuando a crescere per stimolare la crescita dei collaboratori e dei partners che si muovono con noi.

La comunicazione delle aziende - e dei professionisti che con le aziende collaborano - orientata verso il cliente, oggi non può prescindere dall’utilizzo consapevole degli strumenti che il marketing digitale mette a disposizione. Nessuno strumento, tuttavia, potrà mai migliore le performance di un’azienda, finché l’azienda stessa non avrà chiara l’identità e il valore del proprio brand (allineando innanzitutto i propri collaboratori); e, a fronte di una chiarezza interna capace di riflettersi con coerenza e metodo all’esterno, si rende necessario maturare una presa di coscienza: sono finiti i tempi in cui presentare la propria azienda e sentirsi apprezzati, riconosciuti, splendenti nella propria immagine, significava vestire l’abito migliore e mettere in mostra certificati, riconoscimenti e muscoli.

Oggi vincere significa non puntare troppo su chi si è, ma su cosa si può fare per i propri clienti: le capacità di presentare servizi e renderli efficaci, sarà il migliore veicolo capace di trasferire il cliente a bordo dell’azienda senza bisogno di una navetta per farlo. Naturale come un fiore che sboccia in primavera.


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